Amore e donne: i #3 copioni sentimentali più diffusi in età adolescenziale

In fatto di sentimenti, le donne hanno la straordinaria capacità di complicarsi la vita.

Numerosi sono i romanzi e i miti storici e letterali che narrano di tormentate vicende amorose. In essi, il più delle volte, è la donna a fare da protagonista. Con grande abilitàsi intrappola nelle dinamiche che essa stessa ha creato, fino a costruirsi quelli che Giorgio Nardone, fondatore insieme a Paul Watzlawick del modello di terapia breve strategica, definisce “sublimi autoinganni”.

Gli studi condotti dal Professor Nardone dimostrano che esistono dei veri e propri “copioni di gestione” che, solitamente, le donne interpretano nelle proprie dinamiche amorose.
Si tratta di modelli di atteggiamento e strategie di azione acquisite attraverso esperienze personali, interpersonali, familiari che la diretta interessata ripete in modalità ridondante, spesso senza nemmeno rendersene conto.

Come fare per guarire il tormentato rapporto con la propria metà della mela? 
Quand’è che una donna arriva a intrappolarsi con le sue stesse strategie amorose?

La fatacolei che aspetta il principe azzurro e la baciatrice di rospi sono i 3 copioni di gestione sentimentale più diffusi in età adolescenziale, periodo in cui l’equilibrio non è di casa. La seduttrice, la camaleontica e la braccatrice, la crocerossina, la dilagante e la traghettatrice (che approfondiremo in articoli a seguire) caratterizzano, invece, quei copioni amorosi in cui si è ormai instaurato un disequilibrio nella gestione della coppia: in alcuni casi, è lui a ricoprire il ruolo del debole, in altri è lei. Questo non equilibrio, inevitabilmente, quando si irrigidisce, si trasforma in disfunzionale per il benessere della vita di coppia.

La fata
Apparentemente perfetta. È elegante, sobria, dolce e disponibile con tutti.
Intelligente e diligente. Il problema sorge quando la donna “fata” si trova in situazioni di conflitto con il partner. L’epilogo? Non riesce a Gestirlo e cede. La fata paga lo scotto del suo voler essere “adorabile a tutti i costi”.

Il suo obiettivo (input caratteriale mosso dalle migliori intenzioni) di superare i contrasti a qualsiasi costo (tutto, come nelle fiabe, deve avere un lieto fine), incrina il rapporto di coppia. Questo suo intento funziona come una medicina in sovra-dosaggio: si trasforma in veleno. Dato che la coppia si fa in due, sarà il profilo del partner che andrà a complicare del tutto il legame di una donna incline a questo copione.

Le donne “fata” trovano, solitamente, partner a loro complementari; uomini che sono tutto, fuorché pacifici: maleducati, aggressivi, scorretti e il più delle volte con una propensione al tradimento. La tragedia arriva quando colei che interpreta il ruolo di fata:

  1. diventa noiosa agli occhi del partner (portando lui a lasciarla).
  2. reagisce. Ovvero, si stanca di interpretare quel ruolo, fino a sperimentarsi – con tutte le conseguenza del caso – nel perfetto opposto: la strega, trasgressiva e peccaminosa.

Colei che aspetta il principe azzurro
È la donna che si piace e che ha stima di sé in ogni ambito: bellezza, intelligenza, socialità. Ecco perché ritiene di potersi meritare il meglio.
Il suo sogno è l’uomo bello, buono, forte. Ahimè, è difficile da trovare.

I principi capaci di far sentire la propria compagna costantemente protetta e affascinata sono sempre più rari.
Si prospettano, dunque, due possibilità: se non lo trovasi lamenta che non esistese lo trova, dopo un po’ si accorge che non è come credeva, e che è stata lei ad averci visto il principe azzurro mossa dal desiderio di trovarlo. Finisce, così, per tradirlo con un altro, che arriva, coinvolge e poi fugge via.

La baciatrice di rospi
Nelle fiabe, la donna che bacia il rospo lo trasforma in principe.
La baciatrice di rospi segue proprio questo copione. È convinta che con l’amore, può trasformare qualsiasi tipo di uomo. Il suo è un voler vedere a tutti i costi nella bestia qualcosa che di buono non c’è.

È la tendenza a operare un fantastico autoinganno che giustifica e alimenta l’attrazione per uomini altrimenti da evitare.
Il problema è che, di solito, i rospi restano rospi. Baciandolo, è più facile che sia lei ad avvelenarsi e non che sia lui a trasformarsi in principe.
Il risultato? Anche questo copione sentimentale fa sì che la donna arriva ad attendere qualcosa che in realtà non esiste.

N.B. Nessuno dei suddetti copioni è disfunzionale o patologico di per sé.
Si trasformano in patologia solo quando nella coppia diventano la regola e si irrigidiscono ed estremizzano nel loro utilizzo.
Premesso che un amore, per essere veramente saggio, dovrebbe mostrarsi in costante divenire – corteggiamento e seduzione nella fase iniziale, uniti, man mano che si sta insieme, a una sempre crescente complicità ed esclusività – quando le cose non vanno, il più delle volte, bisognerebbe domandarsi: qual è la mia idea di amore?
Già, perché il dolore e la sofferenza dovuti a una relazione che non soddisfa, il più delle volte, si annidano proprio in quei miti di eternità, fedeltà e perfezione che siamo soliti attribuire (soprattutto le donne) a tale sentimento.

In ciascuno dei tre copioni sentimentali più diffusi in età adolescenziale, l’attenzione è sulla donna, perché è la più incline a innamorarsi di quello che essa stessa vede nell’altro (e non di quello che l’altro realmente è), ma anche, e soprattutto, perché, in ottica di problem solving strategico, è lei che nella coppia funziona il più delle volte da leva vantaggiosa per il cambiamento.

Dott. ssa Daniela Birello (Psicologo – Psicoterapeuta Ufficiale del Centro di Terapia Strategica)
Per maggiori informazioni: danielabirello@gmail.com.
Per approfondimenti sul tema si rimanda al libro “Gli errori delle donne (in amore)”, G.Nardone.

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